giovedì 10 dicembre 2015

Psicologia dei videogiochi - Panoramica generale

Mappa concettuale dei contenuti


Videogiochi e problem solving

Da uno studio guidato dal dottor Brian Glass della Queen Mary University di Londra è risultato che i puzzle-game possono incrementare le abilità di problem solving poiché pongono nella condizione di accumulare informazioni, valutare diverse opzioni, formulare un piano e testare la validità di quanto formulato, fornendo anche la possibilità di cambiare strategia e/o obiettivi.

Videogiochi e pensiero critico

Il pensiero critico è considerato una competenza di vita acquisita grazie all’insegnamento o all’esperienza diretta, grazie alle quali una persona può facilmente gestire i problemi della vita reale. 
Videogiochi con enigmi e stratagemmi possono aiutare a migliorare questa competenza.

Videogiochi e pensiero multitasking

Il pensiero multitasking è strettamente collegato alla coordinazione oculo-motoria poiché permette di svolgere più abilità contemporaneamente: 
  • Osservare lo schermo 
  • Utilizzare il joystick
  • Fare scelte importanti
  • Tenere a mente gli obiettivi del gioco
Grazie all’incremento della coordinazione oculo-motoria possiamo svolgere tutte queste azioni nel minor tempo possibile.

Videogiochi e coordinazione oculo-motoria

La coordinazione oculo-motoria è alla base delle capacità necessarie per giocare ai videogiochi e può essere incrementata con l’allenamento. Esso può portare a diventare “esperti” del gioco in questione e quindi dell’abilità stessa. Con l’avanzare delle tecnologie la coordinazione non si limita più solo all’uso delle mani ma, con l’utilizzo di accessori che rilevano i movimenti, si estende a tutto il corpo.  

Videogiochi e attenzione

Alla University of Toronto un gruppo di ricercatori suggerisce che giocare con videogiochi, in particolare d’azione, può causare differenze nelle attivazioni cerebrali generando dei miglioramenti nelle performance di attenzione visiva. In questo esperimento è stato preso un campione di 25 soggetti, 16 destinati ad uno shooter games e 9 ad un gioco puzzle. Entrambi i gruppi hanno trascorso lo stesso tempo a giocare e successivamente si è notato un miglioramento nelle capacità attentive e di pensiero multidimensionale nel primo gruppo.