Nel caso dell'autismo vengono proposti alcuni videogiochi di realtà virtuale
sviluppati apposta per alcune sperimentazioni. L’obiettivo è
quello di migliorare le capacità sociali e comunicative dei
soggetti. Alcuni sensori collegati al PC registrano i movimenti
facciali e corporei, così da registrare le risposte, sia emotive che
non, agli stimoli in arrivo dal videogames. Il programma è stato
sviluppato in modo da simulare esperienze sociali e situazioni reali
(colloquio di lavoro, discussione con amici e con vicini
particolarmente chiassosi, appuntamenti galanti) nelle quali,
solitamente, pazienti con disturbi dello spettro autistico hanno
difficoltà a “ritrovarsi”. I vari videogames utilizzati nella
sperimentazione creano dunque una realtà virtuale immersiva, nella
quale il paziente può simulare comportamenti e strategie sociali che
potranno poi essere replicati nella realtà. Anche gli errori che si
commettono nel videogioco possono essere utili per correggere i
comportamenti nella vita quotidiana.
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